COMMENTI Se vuoi mandarmi un tuo commento scrivimi • "Innervamento emotivo ed intellettuale" - 21/07/07 "Ciao Monica Viola. Il tuo romanzo l'ho poi finito di leggere e non appena mi sarà possibile lo comprerò. E' sicuramente uno dei pochi libri che comprerò perchè io di libri ne divoro tantissimi ma ne compro pochi. Prima di tutto per motivi economici perchè se avessi dovuto comprare tutti i libri che ho letto avrei mandato in fallimento la mia famiglia. Ma il tuo libro merita veramente. Nei vari blog in rete si discute del senso della letteratura oggi, di cosa manca ed è stato detto anche che manca alla letteratura l'innervamento emotivo e intellettuale. Questo ha dato un senso alla mia insoddisfazione rispetto a quanto si scrive attualmente. E il tuo libro risponde positivamente a questo. Dopo tanto tempo ho letto un libro emozionato, dove c'è la vita vera, dove non si fanno esercizi di stile freddi che secondo me alla fine non rispondono neanche al godimento intellettuale. Io poi insisto sulla mia fissazione di genere cioè sul senso diverso che può avere la letteratura femminile. Quello che io intendo è che la letteratura femminile deve essere prima di tutto terapia in un certo senso, acquisto della propria identità tra le tante che ci vengono proposte e secondo me ha anche una maggiore ricchezza per questo. In fondo ho l'impressione che noi donne cominciamo tutte a scrivere per costruirci una nostra identità e spesso veniamo anche disprezzate per questo: per le nostre lacrimucce. Ma da questi sfoghi diaristici, come vengono spesso etichettati, nasce una padronanza delle parole che porta lontano. Il tuo libro ha liberato in me tutto ciò che stava costretto nei passi guardinghi del saper scrivere bene. E così sono ripartita dalle precise coordinate della realtà per scrivere di emozioni e riflessioni sul mondo che poi non è altro che quello che hai scritto tu."
• "Frammenti di vita scevri dal vittimismo analgesico imperante" - 20/05/07 "La bambina è cresciuta. Attraverso un flusso ininterrotto di ricordi spiattella il suo percorso formativo aprendo porte interiori volutamente dimenticate dai più. Sgradevole? Lo può diventare per chi è abituato a fingere; Monica no! Racconta senza falsi pudori, conscia del proprio vissuto, frammenti di vita scevri dal vittimismo analgesico imperante. Denudandoti, offende le tue misere ipocrisie aprendo canali emotivi vigliaccamente sopiti. Coraggio. Il dolore di troppe ferite si affronta con il coraggio di chi si accetta e non accetta. Non riesco ad amarlo, il libro. Lo odio. Scardina le mie certezze. Amplifica le mie miserie. Perché mi hai fatto questo Monica?"
• "Una generazione condannata per soddisfare la mia voglia piccolo-borghese di innocenza " - 0704/07 "Le esperienze accumulate ci condizionano anche nei giudizi che ci formiamo sulle varie questioni che via via ci poniamo nel quotidiano vivere. Il nostro è un popolo di “innocenti”, siamo “innocenti” prima ancora di essere solo in predicato di venir accusati di un qualsiasi errore. “La colpa è tutta del governo e del sindacato”, “piove governo ladro” e via discorrendo fino all’infimo, pessimo, ignobile “le donne sono tutte puttane”: la donna, ultimo colpevole possibile nella gerarchia dei malfattori. Anche io al primo dilemma esistenziale concreto ho “scoperto” un colpevole inattaccabile fino a quando Giorgio Gaber ebbe la bontà di ricordarmi che ad aver perso era stata la mia generazione e non la tua. Ossia, con ancora in mano i “cocci del ‘77”, ho pensato bene che alla misera fine di quel movimento avesse dato un contributo determinante la generazione che mi seguiva. E mi riempivo il cervello di idiozie create o sussunte da altri idioti; che eravate voi gli artefici del riflusso, del ritorno al privato come necessità individuale aliena alle logiche del movimento rivoluzionario complessivo. Conosco per la prima volta dal di dentro, attraverso i primi vent’anni della ragazza con i capelli ad ombrellone, un’intera generazione che io avevo condannato senza saperne nulla; che avevo condannato solo per soddisfare la mia voglia piccolo-borghese di innocenza. Una generazione che pensava, agiva, mangiava, scopava, amava e subiva; cose che, messe insieme in un tutt’uno, per noi “rivoluzionari puri e veri” sembravano fuori dal comune senso del dovere e dovrei dire, con serena rassegnazione, anche del potere (come azione). Quanto razzismo mi sono portato dentro in questi quasi cinquant’anni di vita? Grazie Monica per avermene tirato fuori un altro pezzettino con il quale è doveroso fare i conti.
• "Tutto d'un fiato. Rimanendo senza fiato" - 29/03/07 "L'ho letto tra Natale e Santo Stefano, tutto d'un fiato. Rimanendo senza fiato. E prendendomi gli sguardi sgranati dei miei genitori che a turno passavano davanti a me, sempre più accartocciata in posizione fetale - perché è così che ti ritrovi mentre leggi "Tana" - che una volta ridevo, una piangevo, l'altra sorridevo o mi ipnotizzavo fra le metafore efficaci quanto semplici del libro. Una "tana" ai tuoi sentimenti più profondi, ecco cos'è. Come quando giochi a nascondino e lasci fuori il dito di un piede e da quello ti "tanano"; leggendo questo libro cerchi di rimanere "nascosta", non farti toccare dai sentimenti forti e dalle emozioni che hanno guidato la penna della scrittrice. Il ritmo tradisce il cuore che batte tornando al Piper, o nella casa piena di fratelli in frasi rapide, taglienti, essenziali. Sì, essenziale; perché nonostante la protagonista metta in gioco sentimenti intensi e duri, il romanzo non cade mai nello scontato, nel "melenso"; non vuole suscitare mai pena, tenerezza, odio, amore per i personaggi. La bambina con i capelli a ombrellone vuole solo essere ascoltata, scoperta, "tanata". E noi lettori, nell'inseguirla fra le pagine, ci lasciamo "tanare" da lei, che ci trova col fianco dei sentimenti più profondi scoperto e molle".
• "Schietto e duro" - 18/03/07 "Ho letto il romanzo e mi è piaciuto molto. L'ho letto tutto di seguito e mano a mano che andavo avanti ci restavo attaccato sempre di più, come mi succede colle storie che mi piacciono. Quindi meno male che è un romanzo breve sennò mi toccava star sveglio tutta notte! Mi è piaciuto perchè è schietto e duro, ma anche con parti più lievi belle uguale. Mi è piaciuta la descrizione dell'adolescenza e della crescita, per
come viene fuori bene quel senso di incertezza, di andare a tentoni, verso un qualcosa che non si capisce bene cos'è ma intanto si va, che (al di là delle esperienze individuali di ciascuno) è una cosa così universale, dell'adolescenza di tutti.
• "Gli strati rocciosi del dolore" - 18/03/07 Cara Monica,
• "Una strada larga e ventosa" - 17/03/07 Questo romanzo è un frullare di associazioni, interconnessioni e deformazioni che sin dalle prime pagine si fanno vivide e colorite. L’autrice sta nel momento presente, ma è gravida del flusso del Grande Ritorno, perfettamente abbigliata da messaggera di un mondo remoto e a noi lettori senza una ragione plausibile ogni suo gesto narrato diventa stranamente familiare. Monica vive simultaneamente su piani diversi, pensa e scrive in cerchi concentrici, e s’inerpica s’inerpica di continuo. Si esprime con franchezza, invece che cortesemente. Metafisica, concretezza, elettromagnetismo. Fa parecchi tuffi in profondità, e soprattutto è disposta a divorare se stessa piuttosto che apparire come vittima di qualcuno o di una circostanza.
• "Due lunghe sorsate" di Roberto Calogiuri - 12/03/07 "Ho letto Tana. L'ho bevuto in due lunghe sorsate. Difficile mollarlo perché non ti molla. Decolla presto e bene. Sono rimasto tramortito. E' denso, pastoso, rovente e sembra sgorgare dal profondo come il magma patetico, ma ha lo scatto e la definizione di una
frustata. |
Puoi leggere gratuitamente Tana per la bambina con i capelli a ombrellone scaricandolo dal sito di Vibrisselibri. Qui trovi la copertina e qui il pdf. |
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