Un commento da Kiwiland.. Grazie Andrea!!
La tua Tana mi è molto piaciuta.
All’inizio stentavo ad entrarci. Come essere su una cinquecento di quelle vecchie, quando hai quattordici anni e provi le prime volte a guidare. Dalla seconta alla terza, poi di nuovo seconda, prima, quarta.
Poi, lentamente, mi sono accorto che era così che avevi deciso di farmici scendere. Nella vita di questa ragazzina.
A singhiozzi. Forzatamente in alcuni punti, alla distanza in altri. Allontanandomi e riavvicinandomi al personaggio. Con lei.
Così, alla fine, ho scoperto che quella famiglia l’avevo conosciuta. Quella nonna, l’avevo compatita. Con quella madre, mi ci ero arrabbiato. Quel padre lo avevo giudicato. E allo stesso tempo ero partito anch’io per l’ India con Filo ed ero stato nel guardaroba del Piper con la protagonista.
La Storia, poi, mi aveva danzato attorno sulla tela di un ragno invisibile, di cui non mi ero neppure accorto. Il terrorismo così come gli anni ottanta. Tutto è odore. Che si annusa. Quando si passa all’arrivo degli anni della superficie sembra quasi di tirare un sospiro di sollievo. Come dire: sarà pure tutta Tv e ammiccamenti, ma ne avevamo proprio bisogno.
E mi è piaciuto anche il finale.
Per me, ad essere sinceri fino in fondo, il capitolo “Conclusione” poteva anche non starci. Ma si sa, qualche lettore meno (o più) accorto avrebbe potuto storcere il naso ad un ending not ending. (che poi sono i miei preferiti)
Hai uno stile semplice, discorsivo ma mai banale. E delicatamente letterario. Creativo ma senza esagerazioni.
Ma soprattutto (che per me è l’unica ragione per cui valga la pena leggere una storia):
mi sono sentito arricchito dalla lettura.