RECENSIONI

Una bambina che sogna è una bambina armata - Musicaos

di Grenar

"Quando uno scrive, scrive di sé: nel calderone delle parole versa la propria essenza, grezza, e aggiunge calore per trasformarla. Usa l’essenza, non il vissuto, come a dire lo spirito, non la materia. Il lettore, altro ingrediente della trasformazione (se non pietra filosofale), non dovrebbe sapere se quello che legge sia spirito o materia. La fonte unica di informazioni sul testo dovrebbe essere il testo, e basta.
Ma non sempre è così. Ci sono romanzi del cui spazio esterno sappiamo sin troppo. La vita di Dostoevskij, le lettere di Wilde, i drammi familiari di Pirandello. Note, appunti, biografie, psicanalisi del testo, foto, gossip, rivelazioni. Hanno un bel daffare gli scrittori, almeno alcuni, a dire che la loro è una sub-creazione, che uno scrittore dovrebbe morire subito dopo aver prodotto il testo, che nel testo non esiste alcun passaggio segreto che porti alla mente dello scrittore. La lettura pura del testo narrativo è una attività difficile.
A meno che l’autore non si nasconda nel suo stesso inchiostro, come un calamaro. Ho letto “Tana per la bambina dai capelli a ombrellone”, romanzo di Monica Viola pubblicato in rete da Vibrisselibri [1], e sono arrivato alla fine senza mai essermi chiesto se quello che stessi leggendo fosse vero o meno. Bene, mi sono sentito soddisfatto. Un lettore è felice quando vive nel tempo del libro, col suo respiro, nel suo altrove. Mi sarei potuto arrovellare: quella bambina che racconta in prima persona è l’autrice?; quelle che racconta sono balle o verità?; davvero è stata costretta a soddisfare le voglie sessuali dei fratelli maggiori?
Ho fatto suonare un campanello d’allarme. Sì, c’è un tema forte in questo romanzo, ma non è il centro della narrazione, anzi: per come viene trattato sembra un sasso uguale agli altri. Scandalo, perversione, tabù, incesto: roba dura, materia narrativa scottante, ma che appartiene ad altri scrittori. [2] La priorità di quest’opera è l’urgenza di raccontare."
[continua]

Guarda la videorecensione di Grenar su YuoTube:



Come si chiama questa bambina? - Vialedellebelledonne, 27/07/07

di Antonella Pizzo

"Un’infelice con i capelli ad ombrellone, l’ultima nata di una famiglia infelice, una casa infelice nonostante i suoi 230 metri, una villa in campagna, un padre padrone che odia i suoi figli perché lo distolgono dall’unica cosa che gli piace fare: ingravidare la moglie; un non credente, un avaro, un taccagno, assente."
[continua]

Sfrontata, coraggiosa ma molto crudele con se stessa - Noi Donne, luglio/agosto 2007

di Gianna Morselli

La bimba con i capelli a ombrellone è sfrontata, coraggiosa ma molto crudele con se stessa.
Dalla lettura me la immagino con i capelli rossi (a pag. 65 scopro che è bruna), con un faccino spaesato dallo sguardo incerto in quei primi suoi anni duri dove bisognava sopravvivere a una famiglia scarmigliata, tanto per essere buoni nel giudizio,
Le sue passioni per bimbe bionde e algide con lo chignon fanno venire la voglia di abbracciarla e baciarla, quanto ne avrebbe bisogno!
Hanno fatto di tutto per annientarla, prima i fratelli Pietro (ringhioso coglione) e Matteo (viscido con la testa a pera) poi il resto della famiglia che non la sostiene non la accoglie, nemmeno la dolce madre che prima di tutto si preoccupa che i fratelli non siano andati fino in fondo con le violenze.
Quanto del suo descriversi ho riconosciuto nelle storie delle donne che incontro, ma la bambina con i capelli a ombrellone  si è lasciata “stanare” non ha ceduto, il raccontarsi le ha permesso di prendere le distanze dai comportamenti suoi e degli altri.
Il suo cercare continuo di punti di riferimento, di persone amorevoli, di riconoscimenti da parte dell’altro va dall’infanzia alla fine dell’adolescenza.
Monica scrive a pag. 128: "Finalmente una buona base per andare avanti, più serena e contenta, senza gente che muore lasciandomi a piedi, senza fratelli molesti, senza buttare via il mio corpo a mani fredde senza amore, senza pagelle e senza ceffoni, senza bugie, iniziando a stare davvero con me…”. “Tana per la bambina con i capelli a ombrellone” è una storia da leggere, coinvolgente, una biografia scritta con grande talento che svela la falsità della  “doppia morale” che invade spesso il quotidiano di tutti noi.

Camminando nel lungo corridoio della memoria - La poesia e lo spirito, 22/07/07

di Elena F. Ricciardi

Non essere scoperti e riuscire a fare tana in barba a chi ci cerca è il gioco che ha accompagnato i pomeriggi dell’infanzia di molti di noi. Il piacere della fuga e del nascondimento, il brivido sulla schiena quando chi sta sotto e conta passa davanti al nascondiglio e non ti vede, la corsa folle dal nascondiglio alla tana per essere salvi e gridare finalmente: tana! E il grido liberatorio dell’ultimo che urla: tana libera tutti! Il lettore è trasportato nel mondo della bambina con i capelli a ombrellone, quella che si sente sgraziata, goffa, un brutto anatroccolo che guarda alle amiche con invidia e desiderio, che si gioca l’infanzia e l’adolescenza a nascondino, camminando nel lungo corridoio della memoria della narratrice, sul quale si aprono ad una ad una le stanze del passato, dove i ricordi sono conservati vivi in attesa d’essere finalmente riposti in bell’ordine per poter guardare in faccia il mondo con occhi nuovi.
[continua]

Un romanzo militante e coraggioso - La poesia e lo spirito, 12/06/07

di Emilia Zazza

Un romanzo militante e coraggioso: in periodi come questi dovrebbe essere un dovere osservare e raccontare quello che succede sulla terra che calpestiamo quotidianamente. Monica Viola ci prova.
Tana per la Bambina con i Capelli a Ombrellone è un esordio consapevole; una storia ben scritta, pensata.
Siamo a Roma, negli anni settanta. Con uno stile asciutto e pure molto denso Monica Viola racconta l’educazione sentimentale di una bambina che, ultima di una numerosissima famiglia, cresce in un’epoca tormentata, tentando di farsi spazio in una casa ed in una società sempre troppo affollate per accorgersi di lei.
Il lettore segue la storia di questa bambina, ma non si perde mai in lei. Spesso ci si riconosce o riconosce quello che sta leggendo come qualcosa che ha vissuto lui stesso o di cui ha sentito raccontare.
Perchè lo scopo del romanzo è raccontare la storia d’Italia in quegli anni.
Il libro è accompagnato da un sito www.monicaviola.it ed è anche scaricabile dal link www.vibrisselibri.net.
Bellissima la copertina.

Un romanzo che si fa leggere con passione - Bombasicilia, 28/06/07

di Andrea Brancolini

"La storia, che segue la formazione di una bambina nella Roma degli anni '70, è scritta con un'impressione di naturalezza che colpisce. Le cose accadono, e così vengono registrate. Non è mancanza di sentimento, non è freddezza, tutt'altro. E' un narrare non morboso, non voyeuristico, né tantomeno vittimistico. Questo ti rimane dentro, perché avverti distintamente le ferite, le cicatrici, il tempo che ci mettono per formarsi".

"Una storia tagliente come un coccio di bottiglia" - Malatempora Magazine, 26/04/07

di S. M.

"Un lungo monologo che parte dall'infanzia e arriva alla giovinezza, attraverso i '70, i primi 80, gli anni del Piper e quelli di piombo. Una storia tagliente come un coccio di bottiglia, raccontata con una leggerezza ironica tanto rara quanto gradevole. Pubblicato in modalità “on demand”, è acquistabile dal sito di vibrisse libri"

La bambina che chiede "tu, dov'eri?" - Sinestetica.net, 23/04/07

di Giulia Fazzi

"Me ne sono accorta subito, alla prima lettura. Tana per la bambina con i capelli a ombrellone è una storia che ti entra dentro, scava voragini, brucia. Non ti tranquillizza, anzi, ti fa stare scomodo. Te la porti dentro, non ti abbandona. Parla di una bambina e poi di una ragazza, ma parla anche di te. Dov’eri negli anni ’70? Cosa facevi? E la tua famiglia com’era? Avevi anche tu una vagonata di fratelli e sorelle? Anche tu ti sentivi un’estranea alle elementari? Vogliamo parlare degli anni ’80, poi? Tristi, colorati, sintetici, troppo luccicanti. Al di là degli specifici episodi, scatta comunque un’identificazione con la protagonista che fa letteralmente male. Uno dei meriti di Monica Viola è il coraggio. Perché ci vuole coraggio a mostrare le proprie ferite in pubblico. A guardare dritto in faccia i nemici della vita precedente, indicarli uno per uno, nominarli senza piegare la testa. Ci vuole coraggio a far parlare i fantasmi che sono dentro la tua testa, quando sarebbe così facile – così letale – non starli a sentire. E ci vuole la forza, il talento, per rendere tutto questo, la tua biografia, materia narrativa, quindi condivisibile, universale. Provo molta ammirazione per chi sa farlo. In Tana ci sono parti che amo m
olto (quando Monica parla della nonna, l’ultima chiacchierata con la madre) e c’è un flusso narrativo capace di tenerti legato con una presa sullo stomaco da toglierti il fiato. Diventare donna, molto spesso, significa percorrere una strada accidentata e sconnessa, significa raccogliere sassolini sparsi ovunque in un terreno lastricato di dolore, portare sul corpo i segni di piccole e grandi violenze. Ma quando le piccole storie nascoste diventano una Storia, allora la battaglia è vinta, i nemici sconfitti, i fantasmi acquietati"

Nonostante i cazzotti nello stomaco - Il mio karma, 18/04/07

di Giorgia

"L’ho letto d’un fiato, come si può leggere d’un fiato una storia che per certi versi conosci, ambienti, periodi, persone (è stato doloroso riconoscere una ragazza che conoscevo bene e che ha scelto di andarsene un po’ di anni fa), politica, musica, sesso, piccole e grandi trasgressioni. L’ho letto d’un fiato nonostante i cazzotti nello stomaco, e i frequenti momenti di quasi-fastidio per eccesso di schiettezza, di crudezza. Io che dico questo? Sì, proprio io dico questo. Non so, c’è qualcosa che continuo a non digerire, ma forse è giusto così. Magari un giorno ne parlerò con l’autrice, se vorrà."

"Il potere taumaturgico della parola" - Pagina tre, 17/04/07

di Ermanno Lolli

"In una celebre sequenza di Fino alla fine del mondo di Wim Wenders, una ragazza riacquista lentamente la coscienza di sé, che aveva smarrito, grazie alla lettura delle vicende della propria vita; una conferma significativa del potere, in questo caso taumaturgico, della Parola. Non mi è dato conoscere la percentuale di autobiografismo del romanzo di Monica Viola, ma chiamato in causa il “patto” tra lettore e autore, diamo per scontato che la verità delle vicende sia preponderante rispetto alla verosimiglianza, e procediamo, considerando dunque il romanzo dal punto di vista di un’autobiografia voluta e necessaria come una pratica salvifica. Tale presupposto di lettura non limita nemmeno un po’ il valore dell’opera, piuttosto la inserisce in un contesto ben messo in luce da Tiziano Scarpa su “L’espresso” di alcune settimane fa, un articolo in cui si chiarisce il quadro di una tendenza assai in voga attualmente in Italia - e non solo - verso la prosa di memoria, verso il resoconto intimo, che può anche pretendere “un salto di qualità nella scrittura."
[continua]

L'odore di una bambina - ZTL, 11/04/07

di Guglielmo Pispisa

"L'olfatto è il senso, fra i cinque o sei a nostra disposizione, che più d'ogni altro è connesso in profondità con i centri della memoria. Forse per un qualche motivo fisiologico a me ignoto o semplicemente perché è il meno usato e sfruttato, il meno sputtanato. Ci ricoprono di immagini di "quando eravamo giovani", di canzoni, di slogan, di falsi biscottini della nonna e di abiti e tessuti vintage, ma raramente entriamo in contatto con un odore dimenticato, una fragranza o una puzza che non sentivamo da anni, e forse per questo, quando accade, è come essere attraversati da una scossa elettrica. Su questo torneremo fra poco, ma prima dobbiamo occuparci di una bambina di tanti anni fa, una che molti di noi hanno conosciuto, o magari simile a quella che abbiamo conosciuto."
[continua]

Col prurito del senso di inadeguatezza - Poche chiacchiere, 11/04/07

di Chiara Valerio

"Leggi, ti immagini e ti arrovelli, pensi di sognare e ti rammenti. Tana per la bambina con i capelli a ombrellone di Monica Viola è un lungo racconto matrioska da dimezzare, a ogni titolo corsivo, nel tentativo curioso di raggiungere la bambola di legno che non può essere aperta e della quale tutte le altre sono repliche. E sfoglie dipinte."
[continua]

Monica Viola: Tana per la bambina con i capelli a ombrellone - Carmilla e Liberazione, 18/03/07

di Girolamo De Michele

«Eravamo troppi. Otto figli, madre, padre, suocera, più vari animali domestici». Si presenta così la voce narrante di Monica Viola, protagonista di Tana per la bambina con i capelli a ombrellone: una voce che inanellerà storie, brevi schegge narrative legate dal filo di un'autobiografia in costruzione. Perché Monica l'identità non l'ha: subisce quella assegnatale. Monica è la bambina fratta, violata nella sua infanzia all'interno della propria famiglia: non la sola, ma di questo e di altro non bisogna parlare, perché «il verbo fatto carne aveva tolto i peccati dal mondo, non bisognava rimetterceli».
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Monica Viola: copyleft e confluenze artistiche - BlogYourMind, 16/03/07

"Monica Viola è una scrittrice che esordisce con un libro strepitoso, Tana per la bambina con i capelli a ombrellone. Ma, per quanto basterebbe, la notizia non si esaurisce qui: il suo sito è appena andato online, su di esso vi si troveranno a breve il booktrailer, le indicazioni della colonna sonora che accompagna le pagine del libro e gli audioclip relativi. Insomma, diverse forme di comunicazione artistica che confluiscono in una storia acida e umana scaricabile da Internet o acquistabile in formato cartaceo. Il tutto sotto il cappello di Vibrisse Libri, creatura editoriale ideata dallo scrittore Giulio Mozzi"

"Amore Viola" - Letturalenta, 7/03/07

"È un colore ben strano, il viola, disinvolta mistura di rosso e di blu, ugualmente partecipe dell’igneo e dell’acqueo, confine permeabile fra i colori caldi e i freddi. Un colore che non sa decidere da che parte stare, perché nessuna parte ha tutto il suo amore e nessuna ha tutto il suo odio. Ha una vocazione irreparabilmente liminare, il viola, nonché una propensione naturale a farsi passaggio, ponte, attraversamento. Non è un caso che lo si trovi in cielo specialmente quando la notte diventa giorno o il giorno notte."
[continua]

"Monica Viola: una bambina con i capelli a ombrellone" - Stampalternativa, 3/03/07

"Una segnalazione, una nuova entrata nel gruppo di Giulio Mozzi per la sua Vibrisse Libri. Si tratta di Tana per la bambina con i capelli a ombrellone di Monica Viola, testo liberamente scaricabile dalla rete che ricorda certi dirompenti volumi sull’adolescenza e sull’educazione a sentimenti e vita. Non a caso, infatti, Lidia Ravera scrive del lavoro di Monica Viola queste parole:"
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"Tana per la bambina con i capelli a ombrellone" - Antonella Beccaria’s Blog, 2/03/07

"Tana per la bambina con i capelli a ombrellone di Monica Viola (presto online il sito dell’autrice), pubblicato dalla creatura editoriale di Giulio Mozzi, Vibrisse Libri, è un libro fantastico, ritratto della realtà di una bambina che cresce nutrendosi di pensieri e carta vetrata."
[continua]

"Due romanzi sull’infanzia violata" - Il Giornale, 2/03/07

"Dopo la pubblicazione del saggio di Demetrio Paolin Una tragedia negata e del romanzo di Andrea Comotti L’organigramma - due sguardi da due diversi punti vista sugli anni di piombo - ecco dunque Nenio di Eugenio De Medio, e Tana per la bambina coi capelli a ombrellone, di Monica Viola. Entrambi rientrano nella collana di narrativa Sans papier con due nuovi romanzi-verità pubblicati da vibrisselibri, la casa editrice «anfibia» nata da un’idea dello scrittore Giulio Mozzi."
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"Asciutto. Denso. Crudele. Tostissimo" - 10/02/07

"Eravamo troppi. Otto figli, madre padre e suocera più animali domestici. La mamma ci voleva bene di sicuro. Papà ci odiava. I fratelli più grandi mi vogliono remissiva. Durante il riposo pomeridiano della mamma mi portano dal lato opposto della casa e si fanno masturbare, un po' l'uno e un po' l'altro. Una volta Pietro, il ringhioso coglione, mi obbliga a ciucciarglielo. Matteo, quello viscido con la testa a pera, quasi tutte le notti entra piano nella mia stanza e inizia ad accarezzarmi la schiena... La Nonna si rompe il femore e col suo osso si frantuma il mondo. A un certo punto le BR rapiscono Moro. La Cia ha lavorato bene in quegli anni, ha alzato la soglia della paranoia collettiva fino al livello dei ragazzini. Per un periodo inizio a pensare che forse mi riconosco più nel socialismo che nel comunismo... che ci sono libertà che il comunismo non tutela. Non sono pensieri veri e propri, sono sensazioni di pensiero, qualcosa che respiro, nel 1978, in terza media. Poi si ammala anche la mamma. Cancro al seno. Con Alice vado per la prima volta al Piper. Frequentiamo un giro pariolino. La strage della stazione di Bologna: ci sento ancora tutte le grida, i lamenti, il sangue, il fumo e le macerie, immaginati e visti. Un pomeriggio mi chiama Alice da una cabina, in lacrime. Mi grida: "hanno sparato a Luca". Glielo faccio ripetere quattro volte per cercare di negarlo. L'esecuzione porta la firma dei NAR. Anni di morte sottocasa. Giusva Fioravanti. Francesca Mambro. Walter Tobagi. I pariolini mi hanno davvero rotto, al contrario dei miei compagni di classe, coi quali condivido ideali politici e linguaggio sentimentale. La mamma è in un coma tranquillo adesso. Ha tutti i suoi tubi, ma non trema più. Filo chiede di fare lui la notte, da solo con lei. Ci chiama alle sei di mattina, per dire che è morta. Prima che finisca un mese dalla morte di mia madre, mio padre esce con un'altra. La nonna è poco più che una cartaccia di dolore appallottolata. Nessuno mi chiede conto di quello che faccio e di dove vado. Organizziamo la gita scolastica a Venezia. Papà Inizia a passare fuoricasa sei sere su sette, per fortuna. Il mio nuovo senso della vita: beccare il passaggio dei Duran su Video Music. Quindi passo la maturità e poi vado a stare a Londra qualche mese. Discutiamo argomentando se è più bella "There a light that never goes out" o "The boy with the thorn in his side". Io per me non ho dubbi in proposito: se quella luce si fosse spenta, col cazzo che ce la facevo".
Il privato e il politico. Il privato è il politico? Cosa resterà di quegli anni '70/'80? Asciutto. Denso. Crudele. Tostissimo. Da pubblicare così com'è, finale compreso."
Lucio Angelini (scheda originale per Vibrisse Libri)


Leggi

Puoi leggere gratuitamente Tana per la bambina con i capelli a ombrellone scaricandolo dal sito di Vibrisselibri. Qui trovi la copertina e qui il pdf.
A questo romanzo è applicata la clausola copyleft che tutela il diritto d’autore ma anche quello della conoscenza e della libera circolazione dei saperi. Se non sai cos’è puoi fartene un’idea qui o qui. Se ti chiedi come mai abbia fatto questa scelta puoi anche dare un’occhiata a questo video.

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