Silvia Ancordi recensisce Tana
Luglio 30, 2009Parole dense e soppesate per l’auroralica Silvia, la più spirituale del gruppo, che ha una visione originale e forte del romanzo. Grazie Silvia per la tua attenzione e l’affetto che cola da queste righe.
Se dovessi descrivere il tuo libro con una sola parola direi che è disarmante. Come sai, ho avuto difficoltà a scindere la mia parte professionale dalla prospettiva di semplice lettore perché trovo che qs. autobiografia sia una perfetta anamnesi. Tutto quelle che ti serve per dare una svolta alla tua vita è in poche, sintetiche, indimenticabili frasi che hai scritto, ma che non dirò altrimenti il libro non lo leggono. ;o)
Non amo i diari e non amo le storie narrate in prima persona. Eppure tutto si snoda in modo così semplice, fluido a tratti inquietante.
La consapevolezza che emerge dalle tue parole, la schiettezza nell’ammettere il gioco di potere legato alla seduzione dopo l’essere stata vittima, e ancora la franchezza con cui hai ammesso che vivevi, grazie alle bugie, una vita diversa, sono in certi punti laceranti. Certo, ovvio, ci vuole empatia, magari alcune cose del proprio vissuto simili per potersi calare pienamente nell’atmosfera di questa storia. In alcuni momenti ho sperato che fossero bugie anche quelle che stavi scrivendo.
Mi ha stupita in certi attimi la lucidità quasi spietata di ciò che descrivevi come una rivincita o scelte decisamente forti come quella della perdita della verginità. E’ una lama in certi punti che entra e scava, nel profondo.
Hai fatto un lavoro pazzesco e l’atmosfera del vissuto della bambina e dell’adolescente non è mediata o censurata dalla crescita e dalla maturità di quando hai scritto il libro. Lo stile è semplice e riprende perfettamente la leggerezza con cui una bambina può raccontare la sua vita. Mi son chiesta: “Oggi, quanto c’è ancora di quella bambina in te? Cosa c’è ancora di non curato, quali le ferite aperte, e soprattutto quali meccanismi non hai ancora lasciato?
E ancora: hai smesso di dire le bugie o senti ancora la necessità di abbellire la tua vita?”
Non è che puoi scrivere il seguito così vediamo com’è la donna con i capelli a ombrellone?! ;o)

