Un altra recensione auroralica…

Luglio 25, 2009

Come scrivevo giusto ieri, queste sono persone uniche e speciali, quelle per le quali vale la pena di stare su facciabuco… Ognuna mi piace e mi affascina singolarmente, come Laura, energia che pulsa sotto un filo di disincanto, sguardo terso che sa leggere oltre. Sono particolarmente orgogliosa che questo commento me lo scriva lei.

Parto diretta dicendoti subito che di solito odio chi scrive il proprio diario, peggio che mai quando si cavalca il mood dell’adolescente problematica. Per dire, non mi è piaciuto “la stanza di sopra” della Postorino e l’ho detto anche se credo di essere stata l’unica. Quindi ho cominciato a leggere il tuo libro con un minimo di preconcetto e con il pensiero: vediamo un po’ per quale motivo io dovrei trovare piacevole questo libro.
Poi le pagine hanno cominciato a scorrere e c’era dentro una storia, una storia vera. Ogni parola colpiva, andava a segno. Ma al tempo stesso ogni parola aveva un suo motivo letterario. Non c’era solo Monica Viola in quelle pagine, c’erano tutte le bambine che si sono trovate a lottare in una famiglia per emergere, per salvarsi, per conquistarsi un posto nel mondo. Perché non c’è niente di più crudele dell’infanzia, a parte forse l’adolescenza. Il tuo libro è un libro generazionale che chi ha la nostra età legge con un insieme di rimpianto e di sollievo. Quelli erano i nostri tempi, i nostri riti, le nostre musiche, le nostre idee politiche. Come solo i veri scrittori sanno fare (e non ce ne sono molti in giro a mio parere) hai elevato una storia personale a storia universale. Ti sei allontanata da Monica per raccontare una Monica che sei tu e siamo tutte noi. Chissà quanto lavoro psicologico ti è costato. E quanto coraggio. Un coraggio non tutte avrebbero avuto. Questo libro ha messo a nudo la tua anima che appare bellissima e intatta. Ma ha messo a nudo anche la povertà umana di coloro che ti hanno circondata, forse vittime a loro volta, di sicuro carnefici della felicità che tutti immaginiamo debba spettare ai primi anni della nostra vita, quelli che dovrebbero essere i migliori.
Laura Costantini