Un commento da Giovanna Pierelli e Antonio Truglio
Novembre 24, 2009Grazie a entrambi….
Giovanna:
Cara Monica, ho letto il tuo libro. E devo dire che mi sono molto divertita. E’ proprio così: nel tuo romanzo ci sono grandi tragedie ma noi lettori, soddisfatti, gongoliamo. Abbiamo la sensazione di appagamento che danno le buone letture. Così non posso fare a meno di pensare a quando ho letto per esempio Lolita o Garp di John Irving. Ancora mi ricordo le matte risate e la tenerezza nello scoprire sentimenti così simili ai miei, perché è vero che se si va sui temi universali ci si azzecca sempre, ma questo vale solo “dopo” che si è letta un’opera bella come la tua. Prima, bisogna scriverla.
Antonio:
Il tuo libro mi è piaciuto, ho piegato gli spigoli di un sacco di pagine per ricordarmi frasi belle o pensieri che io avrei sovente voluto esprimere in modo così chiaro e comprensibile … ma evidentemente il mondo è bello perché vario (cioè tu riesci, io no).
Una cosa che mi ha colpito è la crudezza di sentimenti, come il rancore - ma c’è anche qualcos’altro - che sei riuscita ad addossare a me (come lettore) con una naturalezza che ha spiazzato ogni mia difesa in tal senso.
E’ così soprattutto nella prima parte, poi un po’ si smorza, o forse mi ci sono abituato.
A scanso di equivoci, lo rileggerei senza esitazione e l’ho anche consigliato (perdonami, non a tutti), ma il contrasto forte viola tra la copertina e il contenuto mi ha lasciato il segno.

